
Martedì scorso abbiamo avuto il piacere di assistere alle registrazioni di Colorado, la trasmissione in onda su Italia 1. Non era la prima volta che entravo in uno studio televisivo ma non avevo mai visto così da vicino così tanti professionisti della risata tutti insieme.
Il legame tra queste trasmissioni e il fenomeno delle ancore emotive è evidente: ogni comico è anticipato da un rituale che permette all’ascoltatore di sentire in anticipo chi sta per arrivare e tutto il pubblico ne è cosciente.
Prima di iniziare la registrazione gli autori hanno avuto modo di testarne qualcuna: sono bastate poche parole “tu da me che cosa vuoi?” perché la sala scoppiasse a ridere ripetendo le stesse parole. 
(se non segui la trasmissione sappi che “tu da me che cosa vuoi” è il tormentone ripetuto ossessivamente da Max dei Fichi d’India quando interpreta la bambina Annalisa)
La forza delle ancore dei comici risiede indubbiamente:
- nell’emozione associata
- nella possibilità di rinforzarla attraverso la ripetizione
Non è un caso quindi che parlando con amici della nostra esperienza a Colorado abbiamo riscontrato a volte una accoglienza tiepida altre volte calorosi commenti: per chi ha subito decine di volte l’installazione di queste ancore il solo nome Colorado richiama alla mente una emozione fortissima che invece di diminuire viene rinforzata dalle nostre parole.
Le ancore sono utilizzate anche nelle nostre sessioni di coaching per aiutare le persone ad associare piacere a un comportamento utile per la propria professione o prestazione sportiva. La forza delle ancore può smuovere una intera sala a ridere ripetendo delle frasi, può anche spingere un professionista a non emozionarsi quando inizia a parlare con altre persone, può aiutare un team a concentrarsi al raggiungimento di un obiettivo.
Siccome questo post è stato più leggero del solito ti lascio con qualche minuto di risata in compagnia di Chicco d’Oliva, guarda questo video e accorgiti di quante ancore sta utilizzando, alla prossima tecnica…


